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2015. Terremoto Nepal

2015. Terremoto Nepal

Il Consiglio di gestione di Solidea onlus ha deliberato nel dicembre 2016 la concessione di 105.000 Euro di donazioni finora raccolte a sostegno delle comunità nepalesi colpite dal Terremoto del 25 aprile 2016.

Le donazioni sono utilizzate per sostenere la realizzazione di 4 progetti di ricostruzione attualmente in corso: 

Il Nepal è l’undicesimo paese al mondo per alto rischio sismico. Dopo il primo grande terremoto di cui si conserva memoria, che risale al 1255 D.C. ed uccise un terzo degli abitanti della Valle di Kathmandu, incluso il suo Re, Abhaya Malla, il Nepal ha subito eventi sismici di grande portata ogni 80-100 anni. L’ultimo, di magnitudo 8.4, risale al 1934 ed è costato la vita ad oltre 10.000 persone.  Sabato 25 aprile 2015, alle ore locali 11:56, un terremoto di magnitudo 7.8 della scala Richter ha colpito il Nepal. L’epicentro è stato Barpak, nel Distretto di Gorkha, a circa 76 km dalla capitale, Kathmandu. Il terremoto del 25 aprile è stato seguito da oltre 300 scosse di magnitudo superiore al grado 4.0 della scala Richter, quattro superiori al grado 6, inclusa una scossa di magnitudo superiore al 7.0 il giorno 12 maggio (con epicentro vicino al Monte Everest).  

Con più di 10.000 morti e poltre 30.000 feriti, si stima che la vita di circa 8 milioni di persone (quasi un terzo dell'intera popolazione) ha subito danni a seguito del sisma. Dei 75 distretti in cui è suddiviso il paese, 31 sono stati toccati dal terremoto e tra questi 15 sono stati colpiti gravemente. 

A causa del sisma sono andati distrutti numerosi edifici: abitazioni private, strutture pubbliche, luoghi di culto, scuole, cliniche ed ospedali, strade, ponti, sistemi idrici, sentieri di trekking, impianti idroelettrici e infrastrutture sportive. Nelle aree più colpite, interi villaggi, come nell’area turistica del Langtang, sono stati spazzati via dalle valanghe e dalle frane causate dal sisma. Molte sono le zone considerate ancora a rischio di alluvioni e frane durante il periodo monsonico, che è già iniziato.  

Centinaia di monumenti storici e culturali, molti dei quali dichiarati Patrimonio dell’Umanità, sono stati gravemente danneggiati ed oltre 500.000 case sono state distrutte.  Si stima che il sisma abbia causato danni per un valore di circa 7 miliardi di dollari. Gli effetti del disastro, in termini socio-economici, dimostrano che il valore dei danni e delle perdite è equivalente a circa un terzo del PIL. l terremoto e gli ingenti danni che ha provocato hanno messo in luce la fragilità degli edifici, molti dei quali di vecchia o antica costruzione, certamente non anti-sismici e non in accordo con gli attuali standard nazionali. Ma il terremoto ha anche evidenziato aspetti di iniquità all’interno della società nepalese, dovuta a fattori geografici, economici e legati al genere. Le zone rurali più povere hanno subito danneggiamenti assai più pesanti rispetto alle città poiché la caratteristica costruttiva e consistenza degli edifici rurali è da sempre di qualità assai modesta. Molte più donne e ragazze sono morte rispetto a uomini e ragazzi, in parte per via dei ruoli sociali che relegano le donne a trascorrere più tempo in casa.  

L’orario ed il giorno della settimana in cui si è verificato il primo evento sismico ha contribuito a salvare migliaia di vite. Essendo sabato, tutte le scuole in Nepal erano chiuse. Il numero di giovani vittime sarebbe stato molto più elevato, considerato che ben 7.000 scuole sono state abbattute. Allo stesso modo, se il terremoto fosse avvenuto di notte, il numero delle vittime sarebbe stato molto più alto.

1. Ricostruzione e sviluppo di alcune realtà della Valle di Solokhumbu, progetto gestito dall’Associazione CiaoNamastè di Baselga di Pinè in collaborazione con partner locali. Al progetto sono state destinate donazioni raccolte da Solidea onlus per un importo di 50.000 Euro.

L’Associazione Ciaonamastè  è presente in Nepal – e precisamente a Randepu, remoto villaggio del distretto di Mukli nella Valle di Solokhumbu – dal 2011. Nel maggio del 2012, in totale autofinanziamento, l’associazione ha inaugurato la Scuola primaria a Randepu frequentata da 35 bambini del villaggio. Tre docenti impartiscono lezioni regolari in lingua nepalese e anche in lingua inglese. Nel 2013 l’Associazione ha costruito una stanza, adiacente alla scuola, adibita a Punto Medico (un medico generico visita gratuitamente, almeno 2 volte al mese, la popolazione di Randepu).

Lo sconvolgente terremoto del 25 aprile e 12 maggio 2015 – raccontano l’alpinista trentino Mario Corradini, presidente onorario di Ciaonamastè e il vicepresidente Luciano Maistri – ha reso inagibili molte abitazioni.

Inoltre, ha gravemente lesionato le scuole di Randepu e dei vicini villaggi di Jungal Dada e di Barkughat

I bambini sono stati costretti per molto tempo a fare lezione in baracche di legno improvvisate

Ora, grazie anche alle donazioni di Solidea onlus,  possono disporre di locali adeguati a Barkhugat e a Randepu e presto potranno disporne anche negli altri villaggi.

Il punto medico di Randepu è stato risistemato dalle nostre socie Roberta e Marta Balduzzi, che hanno prestato la loro opera di infermeria in modo ininterrotto durante la nostra missione di Novembre 2016.

Racconta Roberta: “Durante la nostra presenza a Randepù, abbiamo potuto vedere molti abitanti del villaggio, dai bambini agli anziani, che si rivolgevano a noi per varie necessità. Il primo giorno è stato dedicato in particolare al controllo dell’armadio dei farmaci e dei presidi necessari per le medicazioni; abbiamo eliminato ciò che era scaduto reintegrando con altri farmaci portati dall’Italia, che si sono stati forniti da medici di base.

Dopo aver risistemato il punto medico, ci siamo dedicate all’accoglienza delle persone. Nell’arco di quattro giorni abbiamo potuto vedere circa un centinaio di persone. Le patologie per le quali si sono rivolte a noi sono state in prevalenza relative a dolori alle articolazioni, disturbi a livello gastrico e addominale e probelmi respiratori.

Sono state medicate lesioni della cute provocate da tagli, ustioni, in particolari lesioni infette in quanto l’igiene è molto precaria. In particolare abbiamo potuto “raggiungere” i disagi sia fisici che emotivi delle persone trattandoli con la riflessoterapia.

Con molto stupore e gioia, ho potuto constatare l’abbandono dei loro piedi, provati dalle dure fatiche, nelle mie mani!. Nonostante per loro potesse essere poco chiaro ciò che stavamo praticando, immancabilmente alla fine ci salutavano e ringraziavano con un grande Namastè!”.

Nell’affrontare il post-terremoto, grazie all’autofinanziamento, alle donazioni di Solidea onlus e di altre persone l’Associazione si è impegnata in due altre importanti iniziative.

“La prima – prosegue Luciano Maistri – ha riguardato l’elettrificazione del villaggio di Randepu tramite pannelli fotovoltaici

Il Comitato della Corsa in montagna della SAT, nel 2016, ha stabilito di devolvere il ricavato all’Associazione. Questo, assieme al contributo dedicato di Solidea onlus, ha permesso di avviare questo importante per loro progetto. La scuola e 5 abitazioni sono state dotate di corrente autonoma. Vista la buona funzionalità pensiamo di estendere le installazioni a tutte le abitazioni di Randepù.

La Scuola è ora fornita di un doppio pannello fotovoltaico e un grosso accumulatore che fornisce sufficiente corrente per illuminare tutte le aule, il punto medico, i servizi igienici e una luce esterna. IN altre 5 abitazioni è stato posizionato un normale pannello fotovoltaico e accumulatore sufficiente per illuminare le varie stanze e un punto luce anche all’esterno. 

La seconda, più impegnativa, riguarda la realizzazione di un nuovo acquedotto”.

E’ stata reperita una sorgente di acqua potabile e continua a circa 1 km. dal villaggio. E’ stata costruita la presa d’acqua, sono state stese e fissate le tubazioni, posizionate 2 grandi cisterne di raccolta di 3.000 litri cadauna e collocati 5 nuovi lavelli in altrettante abitazioni.

Dall’Italia sono stati trasportati i raccordi e attrezzatura non reperibile in Nepal, mentre tutto il restante materiale è stato acquistato a Kathmandu o nel grosso borgo di Salleri, che dista una giornata di cammino da Randepù

Durante i lavori sono stati istruiti  alcuni uomini di Randepù che hanno aiutato i nostri volontari Sandro, Marco e Marino per renderli autonomi nel proseguo dei lavori che contiamo si concludano nel 2017.” 

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2. Scuola primaria di Shree Deupur - Costruzione e ristrutturazione di aule. Progetto coordinato dall'Associazione Amici Trentini onlus di Trento al quale sono state destinate donazioni raccolte da Solidea onlus per un importo di 15.000 Euro.

Il progetto si svolge a Nayagaun Deupur nel Distretto di Kavre a 50 km. da Kathmandu e a 10 Km. da Nagarkot. L'obiettivo è ricostruire due aule e ristrutturande altre due presso la Shree Deupur Primary School. L'intervento si svolge in collaborazione con l'Istituto Society for Each Other (SEO) e con il comitato di gestione della scuola e interessa 100 bambini che potranno utilizzare le strutture rinnovate per proseguire gli studi in sicurezza dopo la distruzione causata dal terremoto del 2015.

"Il terremoto - spiega Silvia Cristina Zangrando, presidente dell'Associazione Amici Trentini onlus - ha distrutto gran parte della struttura scolastica del villaggio di Nayagaun. La scuola primaria Shree Deupur è stata fondata nel 2037 anno locale (il nostro 1981). Si trova a Nayagaun VDC del Distretto di Kavre.

La scuola ha 100 studenti. Prima del devastante terremoto che ha colpito il Paese la scuola aveva 4 edifici.

Il terremoto ha completamente distrutto un edificio, un altro è rimasto molto danneggiato e gli altri due solo parzialmente. A causa della mancanza di aule per gli studenti, la scuola ha affrontato gravi difficoltà nello svolgere le lezioni. Nayagaun si trova a 50 km. dalla Valle di Kathmandu e a 10 km. da Nagarkot. Anche se il villaggio è vicino a Kathmandu risulta comunque distante a causa delle pessime condizioni delle vie di comunicazione. L'insediamento prevalente nel villaggio appartiene alla comunità Tamang che ha un livello di alfabetizzazione molto basso. 

Partner locale del progetto è la Society for Each Other (SEO) organizzazione non governativa registrata a livello loclae, un istituto autonomo, non profit, caritatevole fondato nel 1999 con sede a Kathmandu.

Fra le molteplici attività che l'Istituto svolge c'è il sostegno alle scuole che si trovano nelle zone rurali, con aiuti mirati all'educazione e alle spese delle infrastrutture.

Il SEO collabora da molti anni con l'Associazione Amici Trentini onlus suil fronte dell'adozione internazionale che hanno permesso di stringere relazioni per sostenere molti progetti a sostegno di minori e donne in difficoltà e in situazione di disagio.

Il SEO, in accordo con il Comitato di gestione della scuola, ha organizzato i necessari incontri preliminari e di condivisione e monitorerà l'andamento dei lavori con un supervisore/direttore lavori. La costruzione è prevista in cemento armato, mattoni, pietre, sabbia e altre materie reperibili in loco e sarà realizzzata in logica antisismica. Le dimensioni delle aule saranno di 20metri x 18 metri ciascuna. In ogni aula sono previste due finestre e una porta e la adeguata ventilazione. 

3. Costruzione di centri per l'istruzione scolastica nel distretto di Dhading. Progetto coordinato da Apeiron Trento onlus al quale sono state destinate donazioni raccolte da Solidea onlus per un importo di 15.000 Euro.

Il progetto verrà realizzato nel distretto di Dhading, nella regione centrale del Nepal (in rosso nella mappa).

Dhading si trova al confine della valle di Kathmandu, in zona Bagmati, ed è uno dei distretti più remoti della regione centrale del Nepal. Si estende dal confine settentrionale del Distretto di Chitwan e di quello di Makawanpur per collegarsi al Plateau del Tibet e comprende grande diversità di clima, vegetazione, flora e fauna. Il distretto di Dhading ha una superficie totale di 192.487 ettari, di cui il 38% dedito all’agricoltura e l’8% a pascoli, il 35% è rappresentato da terreno forestale e il 13% da boscaglia (DDC Information Center, Dhading). Molte parti del distretto sono ancora escluse dal collegamento stradale. Cosa che rende ancora più difficile portare aiuti alla popolazione terremotata.

Nel distretto di Dhading vivono 336.250 abitanti e la percentuale di popolazione che vive sotto la soglia di povertà (35%) è superiore rispetto alla media nazionale: tra i 75 distretti del Nepal, Dhading si trova al 41esimo posto nella classifica dell’Indice per lo Sviluppo Umano.

Al momento del sisma abitavano a Jharlang 825 famiglie e tutte hanno perduto la casa, oltre che magazzini con derrate alimentari ed animali da allevamento (le loro uniche risorse). 

"Apeiron - spiega il referente Paolo Piechele - consapevole che in situazioni estremamente caotiche come quella che si è venuta a creare in Nepal a seguito del disastroso sisma non è facile lavorare in maniera efficace ed efficiente, ha scelto di intervenire in aree geografiche in cui era già attivamente presente prima del terremoto. Così, dal momento che Apeiron è storicamente presente nel Distretto di Dhading e che lo stesso è stato gravemente colpito dal sisma, si è immediatamente avviato il coordinamento con il DDRC (District Disaster Relief Committee) locale, mettendo a completa disposizione il proprio staff e le proprie risorse economiche per affiancare la popolazione e le autorità locali ad affrontare le varie emergenze.

A seguito di una prima analisi condotta a livello distrettuale, le autorità locali hanno individuato tra le aree di intervento prioritarie, quella del ripristino degli edifici scolastici nei VDC più remoti. In particolare il DDRC di Dhading ha chiesto la collaborazione di Apeiron per la costruzione di 25 strutture scolastiche semi permanenti nel VDC di Jharlang, dove tutte le scuole della zona sono state rase al suolo dal terremoto e dove Apeiron era presente da due anni con un progetto volto a migliorare le pratiche di coltivazione delle patate ed a rafforzarne la cd. catena del valore. 

Il DDRC ha anche fornito il disegno tecnico per eseguire le strutture semi permanenti a regola d’arte secondo le direttive dell’ingegnere governativo del Dipartimento di Istruzione facente capo al Ministero dell’Istruzione Pubblica. Le strutture sono state disegnate con il fine di poter essere rese, in un secondo momento, permanenti. Il progetto prevede la realizzazione di pareti semplici incerate, che successivamente saranno sostituite con materiale più duraturo. 

Mantenere fede alla promessa di costruire 25 strutture scolastiche semi permanenti non è stato affatto facile. Ci siamo, infatti, trovati a lavorare in condizioni estremamente ardue. In primis abbiamo dovuto fare il conto con la totale assenza di elettricità. 

Il precario sistema elettrico del villaggio è stato, infatti, compromesso dal sisma e, nonostante le ripetute promesse, ancora oggi non è stato ripristinato. Per le parti della struttura che andavano saldate, ossia quelle di sostegno al tetto, abbiamo dovuto ingegnarci per completare saldatura ed assemblaggio a Dhading Besi, capoluogo distrettuale, e trasportarle già montate fino a villaggio. Abbiamo anche dovuto modificare parzialmente il disegno ministeriale limitando al minimo le saldature e sostituendole con un sistema di morsetti non semplici da reperire in Nepal. 

La seconda sfida titanica con la quale ci siamo dovuti misurare è stato proprio il trasporto dei materiali.

Abbiamo accumulato oltre 100 tonnellate di materiale per completare il progetto, ma la strada per Jharlang non era più percorribile. La stessa, infatti, era franata a causa del terremoto ed i lavori per il ripristino, che sono stati avviati con grande ritardo e con ritmi molto lenti, si sono totalmente fermati a fine Settembre, quando, per interessi geopolitici complessi e non ancora del tutto chiari, si è bloccato il trasporto di merce tra India e Nepal.

E così, in un Paese già in ginocchio per via di un violento terremoto, sono iniziati a scarseggiare tantissimi beni di prima necessità. Tra questi anche il carburante che sarebbe servito ai mezzi impiegati nel ripristino della strada franata. Alla fine, non potendo permetterci il trasporto via aerea, offerto a tariffe ridotte ma pur sempre troppo elevate per le nostre tasche dall’agenzia ONU - World Food Programme, abbiamo dovuto far trasportare il materiale per gran parte letteralmente a spalle dalla gente del posto, impiegando ben 3.200 portatori.  

Per completezza, dobbiamo anche tristemente riportare che all’indomani del sisma moltissime organizzazioni umanitarie, provenienti da tutto il mondo, si sono presentate in loco dichiarando la loro disponibilità ad aiutare le popolazioni locali ed innalzandone ovviamente le aspettative. Tuttavia, a distanza di poche settimane, quando la situazione si è rivelata in tutta la sua complessità (ed i riflettori dei media si erano spenti da giorni), gran parte di queste organizzazioni se ne sono andate. La necessità di intervenire, anche per dare un importante segno di speranza alla popolazione locale, è diventata improcrastinabile.

Come è emerso da quanto scritto in precedenza si è trattato, quindi, di un lavoro molto più difficile di quel che avremmo mai immaginato e che ha tenuto impegnato tutto lo staff per mesi interi.

Senza un reale supporto da parte del governo e con tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, siamo riusciti a completare la costruzione di 25 strutture scolastiche semi permanenti solo nel Febbraio 2016.

Le lezioni scolastiche a Jharlang sono quindi riprese solo dopo molti mesi dal sisma, e fino a poche settimane prima erano ancora tenute in maniera non regolare. Gli studenti, in attesa di un luogo più adatto, le seguivano ammucchiati sotto teli di plastica.

La riapertura delle scuole in veri e propri edifici all’uopo adibiti è diventata un passo importante per l’intera comunità: il segno che è arrivato il momento di riprendere a vivere normalmente. 

Impegnati nella costruzione delle strutture semi permanenti, abbiamo continuato a coordinarci con il Ministero della Pubblica Istruzione per ottenere disegni tecnici atti a trasformare le strutture semi permanenti in strutture solide, destinate a durare per decenni. Il Ministero, sotto nostra pressione, ha quindi inviato un suo ingegnere a Jharlang per identificare i materiali presenti in loco utilizzabili allo scopo. Al termine di una visita condotta a metà Febbraio, abbiamo finalmente ottenuto i disegni tecnici richiesti.

Le strutture avranno pareti solo in piccola parte in muratura. La maggior parte delle superfici delle pareti saranno in lamiera, per rispettare norme antisismiche, e le aule saranno rivestite in legno per consentire l’isolamento termico.   

Grazie al contributo di Solidea onlus, le attività potranno partire e prevedono: 

a) l’acquisto del materiale necessario per la costruzione: in particolare si tratterà di cemento per la parte di muratura e CGI Corrugated Galvanized Iron (le lamiere ondulate). L’acquisto verrà fatto a Dhading Besi, capoluogo del Distretto di Dhading. 

b) organizzare localmente la raccolta delle risorse necessarie alla costruzione (legno e pietre), mobilitando la popolazione locale. 

c) trasporto del materiale acquistato a Dhading Besi fino a Jharlang: l’operazione risulta tuttora piuttosto impegnativa dato che le strade sono quasi inesistenti. Come per la fase precedente sarà necessario servirsi anche di portatori. 

d) assemblaggio del materiale sotto la supervisione di un geometra all’uopo assunto. 

4. Costruzione Centro Medico a Bodgaun nel Distretto di Sindhupalchowk, proposta dalla Caritas Diocesana di Trento in collaborazione con Senza Confini onlus e al quale sono state destinate donazioni raccolte da Solidea onlus per un importo di 25.000 Euro.

L'Associazione Senzaconfini ONLUS di Roma è impegnata nello sviluppo delle aree più povere e disagiate del Sud del mondo. Essa attua programmi e progetti a breve e medio periodo realizzando strutture sanitarie specialistiche, case di accoglienza per ragazze madri e bambini abbandonati, programmi di alfabetizzazione, corsi di educazione all’igiene e corsi di formazione professionale; inoltre, è impegnata in attività di informazione, sensibilizzazione, educazione alla mondialità offrendo anche proposte di impegno concreto nella solidarietà internazionale. Con questo spirito, l’Associazione fondata a Roma si costituisce legalmente il 29 maggio del 2001, ma già dal 1994 tanti dei soci avevano organizzato e svolto attività di volontariato a favore degli ultimi come operatori laici in America Latina. Dal 2001 ad oggi  Senzaconfini ha portato il proprio sostegno in  Perù, Colombia, Ecuador, Bolivia e Camerun. Nel maggio 2008 ha ottenuto il riconoscimento come O.N.G. per la cooperazione allo sviluppo dal Ministero degli Affari Esteri. A tuttoggi, a seguito di una nuova normativa, il riconoscimento come ONG è stato confermato dall’ Agenzia per la cooperazione del MAE. Nel 2010 è stata riconosciuta Organizzazione Internazionale in Perù dall’ APCI, Agencia Peruana de Cooperacion Internacional,  sia con l'iscrizione nel Registro  Nacional  de Entitades Instituciones Extranjeras  de cooperacion tecnica internacional (ENIEX) che nel Registro de Instituciones Privadas sin fines de lucro receptoras de donaciones de caracter asistencial e educacional provenientes del Exterior (IPREDA). 

Il progetto che Senzaconfini  Onlus ha presentato assieme alla Caritas Diocesana di Trento si situa all’interno di quello più ampio e articolato di cui si occuperà Jay Nepal “Raising Bodgaun”. Tale Organizzazione è stata riconosciuta come ONG in Nepal nel giugno 2015 anche se, attraverso alcuni suoi volontari, opera in questo Paese da oltre dieci anni ed è profonda e attenta conoscitrice del territorio e delle dinamiche sociali di questo Paese.  

Senzaconfini, per la sua esperienza ventennale nella realizzazione di progetti soprattutto sanitari nei Paesi in via di sviluppo e in aree particolarmente disagiate, interverrà in partenariato  con Jay Nepal, che  costituisce un importante punto di riferimento per i rapporti con la popolazione locale, in particolare di Bodgaun, nella realizzazione del più ampio progetto che riguarderà la ricostruzione e la rinascita di tutto il villaggio, con la predisposizione dell’idea progettuale e la realizzazione di una efficiente struttura sanitaria che apporterà un notevole miglioramento della qualità della vita della popolazione di Bodgaun e dei villaggi vicini. 

Responsabilità operative 

L’intervento di Senzaconfini si colloca in quell’azione umanitaria che fornisce i servizi salva vita e facilita il ritorno alla normalità di persone e comunità colpite da catastrofi di origine naturale o causate dall’essere umano e, in questo caso, in un contesto già particolarmente difficile.

In particolare l’obiettivo del progetto è quello di colmare il divario tra assistenza umana e sviluppo. Non a caso il progetto sanitario si colloca all’interno di un più ampio progetto di sviluppo che riguarda l’economia locale, l’istruzione dei ragazzi e la salute di tutta la popolazione presente con una specifica attenzione alle donne e ai bambini. 

Le organizzazioni coinvolte, Senzaconfini  e Jay Nepal, fortemente motivate a quest’iniziativa, collaboreranno nel corso dell’intero progetto in modo da utilizzare al meglio le competenze e le esperienze maturate da ciascuna. 

Senzaconfini, mette a disposizione tutta la propria esperienza nel settore sanitario, disponendo di personale volontario altamente qualificato ed impegnandosi nella realizzazione della struttura e nel processo formativo del personale medico e paramedico locale per garantire una sostenibilità futura ed un elevato livello qualitativo delle prestazioni. Curerà, pertanto, la direzione del “Progetto Salute”, tutte le fasi relative alle opere e alle forniture, nonché alla formazione e al monitoraggio della gestione del Centro medico almeno nella sua fase di avvio.

Jay Nepal mette a disposizione insieme al terreno, su cui si realizzerà l’opera, tutta la sua esperienza acquisita dalla conoscenza della situazione sociale e locale di Bodgaun per la sua presenza sul posto da tanto tempo e per la sua capacità di realizzare  importanti iniziative in questo villaggio del Nepal. Si occuperà, inoltre, direttamente del coordinamento locale e dei lavori di costruzione e, sempre insieme a Senzaconfini, svolgerà azioni mirate alla informazione e sensibilizzazione locale, in particolare sull’igiene, l’alimentazione e la prevenzione. 

Contesto di riferimento e situazione locale  

Il Nepal è ancora oggi uno dei dieci paesi più poveri del mondo e Sindhupalchowk, nella cui giurisdizione si trova Bodgaun, è la regione più povera del Paese.

Il terremoto ha aggravato una situazione già precaria e la stessa Kathmandu soffre ancora degli effetti del sisma. Fuori dalla capitale lo scenario è terribile: villaggi ancora isolati tra loro e dal resto del mondo ma sovrappopolati e in situazione di grave povertà. Non c’è elettricità, acqua corrente, strade e il medico più vicino si trova ad alcuni giorni di cammino per la mancanza anche di mezzi di trasporto. In un paese in cui il sistema sanitario pubblico è praticamente inesistente e in cui sono presenti solo alcune cliniche private a pagamento, un malato di questi villaggi non ha praticamente possibilità di curarsi e di accedere ai servizi sanitari.

Ufficialmente abolito nel 1963, il sistema delle caste continua a esistere in questo regno indù. Le minoranze (il 35% della popolazione) e in particolare gli intoccabili (il 21% della popolazione) subiscono forti discriminazioni e umiliazioni, nelle campagne non possono recarsi al tempio, prendere l’acqua nei pozzi, vendere i loro prodotti, toccare il cibo altrui.

In questo paese con poche risorse naturali, il 71% degli abitanti vive in una povertà assoluta e l’80% della popolazione sopravvive grazie all’agricoltura. Migliaia di persone, bambini compresi, rompono sassi lungo i fiumi e rivendono la ghiaia ottenuta per mezzo dollaro al giorno. 

In questo contesto di grave povertà sono sempre le donne a pagare il prezzo più alto. Non hanno la possibilità di studiare o di imparare un mestiere, si sposano giovanissime, hanno numerosi figli fin da subito e si occupano di tutti i lavori, non solo domestici ma anche dei campi e del reperimento e trasporto  di ogni tipo di risorse necessarie alla vita e alla sopravvivenza dell’intera famiglia. Acqua, legna, pietre sono trasportate  quotidianamente sulle loro spalle. 

In sintesi, la condizione sociale delle donne nepalesi è segnata dalla dipendenza e dallo sfruttamento.

Conseguenza: le donne di questi villaggi già in giovane età sono soggette ad una serie di patologie gravi tra le quali il prolasso dell’utero, lo schiacciamento delle vertebre e l’usura dei legamenti articolari sono le più diffuse e rilevabili anche da occhi non esperti.

In Nepal, ogni due ore una donna muore di parto!

Questa è la terribile realtà a Bodgaun e che ha confermato la determinazione di Senzaconfini  di sostenere la rinascita di questo villaggio con il suo contributo e il consolidato know-how  in campo sanitario.  

Perché Bodgaun 

Bodgaun è un villaggio del Nepal situato nella municipalità di Bhimtar, appartenente al distretto di Sindhupalchowk, una delle zone più colpite dal terremoto del 25 aprile 2015, secondo quanto dichiarato dal governo.  Si tratta di un villaggio remoto, accessibile soltanto attraverso una strada dissestata non asfaltata, l’attraversamento a guado del fiume Indrawati, a circa quattro ore di viaggio da Kathmandu.

Sindhupalchowk, un distretto di montagna foriero di risorse naturali, è situato a circa 85 km a nord est della capitale Kathmandu ed è uno dei distretti meno sviluppati di tutto il Nepal.

L’epicentro iniziale del terremoto è stato rilevato nel distretto di Gorkha, mentre la più forte scossa di assestamento (magnitudo 6.7) ha colpito proprio il distretto di Sindhupalchowk, 17km a sud di Kadari (USGS,2015). Al 7 maggio 2015, questi erano i numeri del disastro: 3.057 morti, 860 feriti e oltre 3.000 persone dichiarate disperse.

Gli abitanti di Bodgaun hanno perduto i propri affetti, nonché le proprie case e tutto ciò che possedevano e ancora oggi non hanno le risorse per avviare il processo ricostruttivo.

Secondo quanto emerso da un sondaggio iniziale, in questo villaggio vivono circa 2.500 persone, dei cui 600 bambini, in 350 abitazioni. Il 49,1% è costituito da uomini, e il 50,9% da donne. L’intera popolazione appartiene all’etnia Majhi, tanto che il villaggio stesso è conosciuto anche come “Comunità Majhi”. 

La maggioranza della popolazione vive di allevamento e agricoltura. Il terreno non è molto fertile e la produttività è molto bassa, a volte appena sufficiente per la sopravvivenza,  sia per la mancanza di sistemi di raccolta di acque piovane e di irrigazione che per l’uso di metodi tradizionali anziché di nuove tecnologie. 

Sotto il profilo scolastico e formativo bisogna evidenziare che gran parte degli abitanti è analfabeta e molti di coloro che hanno avuto la possibilità di studiare hanno solo frequentato la scuola primaria o al massimo la secondaria. Un altro grande problema è dato dall’alto numero di abbandoni scolastici. 

Molto più grave appare la condizione della popolazione sotto il profilo sanitario. Del tutto assenti sono le condizioni igienico-sanitarie le cui basi sono costituite dall’acqua e dai servizi igienici.

Il sistema idrico è quasi completamente assente e dopo il terremoto, anche se sono stati riparati i danni più gravi, è rimasto carente e la popolazione non può ancora usufruire di acqua potabile e molte famiglie non trattano in alcun modo quella a disposizione al fine di renderla potabile.

Ciò ha ovviamente acutizzato il problema sanitario e le difficoltà legate alla mancanza totale di servizi per la salute. Il presidio sanitario pubblico è del tutto assente! 

Jay Nepal ha avviato la riparazione dell’acquedotto per garantire nuovamente acqua al villaggio e sta monitorando le condizioni igienico sanitarie, sociali e scolastiche del villaggio per rendere sempre più aderenti gli interventi da realizzare alle necessità rilevate.

Al fine di aiutare la popolazione a migliorare le proprie condizioni di vita e a ritrovare un nuovo slancio  sia sotto il profilo sociale ed economico che sanitario e formativo, Jay Nepal ha deciso di adottare Bodgaun, attivando una stretta collaborazione con la gente del luogo sotto l’egida del motto “Partire da Bodgaun per risollevare tutto il Nepal”.  La condivisione di questo motto da parte della popolazione locale sta facendo il resto!

Senzaconfini, avendo valutato l’idea progettuale di Jay Nepal e avendo verificato con una dedicata, recente missione le gravi necessità di questo villaggio, condivide con questa Organizzazione l’obiettivo di sostenere la rinascita e lo sviluppo di Bodgaun, affiancando la sua popolazione bisognosa nel percorso di  miglioramento delle  proprie condizioni di vita.

In tal modo l’azione sinergica delle due Ong vuole creare, in questo luogo, un modello di sviluppo sociale e produttivo sostenibile da diffondere e riprodurre, successivamente, in altri simili contesti del Paese.  

Il Progetto 

Il progetto di rinascita e sviluppo di Bodgaun riguarda la formazione scolastica, la salute e l’economia.

La realizzazione di edifici scolastici moderni e antisismici, la costruzione di un Centro Medico a servizio non solo della popolazione di Bodgaun ma anche di quella dei villaggi vicini, e l’avvio di moderni sistemi di coltivazione e allevamento supportati da un adeguato sistema di irrigazione, come base per una attività economica produttiva, costituiscono gli elementi essenziali del progetto e i pilastri della ricostruzione di Bodgaun in chiave moderna e globale. 

La realizzazione del Centro Medico rappresenta il perno dell’intero progetto. 

Il catastrofico terremoto dello scorso anno ha aggravato una situazione già molto critica e ha accelerato la necessità di  intervenire in campo sanitario per rispondere in modo adeguato alle esigenze della popolazione poiché nel distretto di Sindhupalchowk, e a Bodgaun in particolare, il servizio sanitario pubblico è completamente assente..

I disastri naturali, come noto, solitamente comportano un ampliamento e un peggioramento delle condizioni di povertà e di disuguaglianza, pertanto, è importante intervenire non solo rapidamente ma anche in modo corretto affrontando le cause che sono alla base della vulnerabilità e avviare misure capaci di innescare nuovi processi di sviluppo e di crescita. 

Tale situazione ha determinato la nascita dell’idea progettuale qui presentata, di realizzare una struttura sanitaria moderna ed efficiente a disposizione della comunità di Bodgaun e dei villaggi vicini, già tanto poveri ed emarginati.  In questa area assolutamente carente di strutture sanitarie, poter finalmente disporre di un Centro Medico moderno e ben attrezzato costituisce il primo, fondamentale passo non solo per migliorare le condizioni di vita della popolazione ma anche per innescare un processo di sviluppo socio - economico. 

La gravità della situazione sanitaria può essere sottolineata, come già detto, dai problemi relativi alla potabilità dell’acqua che possono determinare lo sviluppo e la diffusione di patologie gastro-enteriche e micotiche, anche in forma epidemica se non celermente curate, nonché di patologie polmonari e respiratorie dovute alla costante presenza del vento che solleva la polvere e la terra dalle strade e dai campi, senza trascurare il grave problema delle frequenti fratture dovute al terreno dissestato e che, non curate adeguatamente, si trasformano in deformità ed handicap. 

La situazione è ancor più grave per donne e bambini. La natura discriminatoria dei servizi sanitari per la maternità e l'infanzia, in ogni parte del terzo e quarto mondo,  lascia morire ogni anno centinaia di donne e bambini poveri negando il diritto ad un'identità e alla salute.  “Un servizio sanitario all’altezza della situazione per la maternità e l’infanzia sembra essere un privilegio per ricchi. Le donne più povere, che corrono i maggiori rischi durante la gravidanza e il parto, e i bambini emarginati che hanno più alte probabilità di contrarre malattie nei primi anni di vita, sono coloro che ricevono minore protezione”  si legge nel rapporto di Amnesty International. 

Il Centro ospiterà le seguenti discipline specialistiche: Medicina Interna e d’Urgenza, Ginecologia ed Ostetricia, Pediatria, Odontoiatria, Analisi cliniche, Radiologia ed Ecografia. 

L’intera regione è caratterizzata da tante località lontane e isolate difficilmente raggiungibili (il più delle volte occorrono numerose ore di cammino) che non dispongono di alcun presidio sanitario a breve distanza.

Tutto ciò ci fa comprendere quanto sia grande ed insoddisfatta la domanda di assistenza sanitaria in tutta l’area interessata dal progetto e quanto sia urgente intervenire e rispondere a tali necessità. 

Altrettanto grave appare la situazione del personale sanitario. Per far fronte anche a quest’ultimo disagio, Senzaconfini ha completato il progetto del poliambulatorio con la costruzione di due stanze, con servizi, dedicate al personale medico e paramedico che verrà a prestare la propria opera presso la struttura medica. 

In considerazione di ciò, Senzaconfini, anche a seguito di un attento sopralluogo e di incontri con le autorità di questa zona del Nepal e facendo tesoro del monitoraggio e della profonda conoscenza del territorio da parte di Jay Nepal, che ha raccolto la richiesta dello stesso, ha progettato un Centro Medico che intende rispondere alle complesse esigenze sanitarie della popolazione con celerità e competenza e, secondo il proprio modus operandi, con il più ampio coinvolgimento delle autorità e del personale medico locale in modo da rendere la struttura affidabile, stabile e sostenibile nel tempo e modello riproducibile. 

Obiettivi e Beneficiari 

L’obiettivo prioritario di migliorare la qualità della vita della popolazione di Bodgaun, offrendo servizi sanitari qualificati e accessibili a tutti, sarà raggiunto attraverso la costruzione del Centro Medico che dovrà coniugare cura e prevenzione anche attraverso l’attivazione di corsi di igiene e profilassi aperti a tutta la popolazione ma indirizzati in modo particolare alle donne, protagoniste di ogni cambiamento e sviluppo. Come affermava Madre Teresa di Calcutta: “Se educherai un uomo avrai educato una persona. Se educherai una donna avrai educato un popolo”, l’attenzione di Senzaconfini sarà rivolta in modo speciale a questo segmento debole della popolazione!

Questo obiettivo troverà realizzazione su tre livelli: 

  • La costruzione della struttura sanitaria completa degli arredi e della strumentazione necessaria alle attività mediche; di posti letto in day hospital per far fronte alle emergenze più gravi; di servizi di assistenza sanitaria. Tutto ciò al fine, prioritariamente, di dare una risposta immediata agli importanti problemi di salute che, se non affrontati, potrebbero assumere dimensioni ben più gravi, in quanto a Bodgaun e nelle zone vicine non vi sono strutture sanitarie di riferimento, e di rimuovere gli ostacoli all’eguaglianza sostanziale di tutti i cittadini ridando dignità alla persona umana.
  • L’informazione e l’educazione igienico-sanitaria alla popolazione, nonché campagne di sensibilizzazione all’igiene per gli studenti e l’intera comunità. Occorre sviluppare prioritariamente una coscienza: all’utilizzo dell’acqua, per necessità igieniche e alimentari; ai problemi della salute anche con la prevenzione sanitaria, all’esistenza di una struttura sanitaria aperta ed accogliente per i loro bisogni nell’ottica di combattere l’ignoranza, la superstizione, la povertà e dare loro speranza e fiducia nelle proprie capacità e negli altri, accelerando quel processo di resilienza che porterà più rapidamente alla rinascita del Paese. Un’attenzione particolare sarà rivolta alla salute della donna nel suo percorso riproduttivo e materno, e del bambino dalla fase neonatale a quella infantile e adolescenziale e ai relativi diritti, rafforzando la rete di protezione e di sostegno di questa fascia della popolazione estremamente vulnerabile anche perché colpita dalla  catastrofe dello scorso anno.
  • La formazione, l’aggiornamento e l’assunzione di personale medico e paramedico nepalese al fine di garantire affidabilità, serietà e sostenibilità nel tempo al Centro Medico.

I beneficiari diretti saranno:

Tutta la popolazione di Bodgaun e dei villaggi vicini. A questi vanno ad aggiungersi coloro che arrivano da ogni parte del Distretto di Sindhupalchowk, per mancanza di strutture adeguate.

Particolare attenzione sarà prestata a donne e bambini grazie anche alla presenza di ambulatori di ginecologia e pediatria. 

Il personale medico, paramedico e altro personale coinvolto nella gestione dell’ospedale che sarà prioritariamente nepalese a cui si affiancherà personale italiano che potrà lavorarvi per brevi periodi a titolo di volontariato. Particolare attenzione sarà prestata ad una adeguata e paritaria presenza femminile in tutte le tipologie di lavoro previste. 

I beneficiari indiretti saranno: 

I familiari dei pazienti e l’intera comunità locale, con particolari vantaggi anche per  l’economia sociale. 

Descrizione analitica del progetto: 

1. Opere

In considerazione del fatto che il villaggio è privo di rete idrica Senzaconfini  e Jay Nepal hanno progettato, per il Centro medico, un sistema di pompe e vasche per portare e depurare l’acqua dal fiume alla struttura sanitaria dove, tra l’altro, due locali verranno attrezzati con docce per l’igiene costante dei bambini che, in questo momento, è del tutto assente e che è causa di numerose patologie dermatologiche ed infettive. Inoltre, considerando la posizione geografica di Bodgaun e la sua distanza da Kathmandu, al fine di poter disporre di un medico e di una infermiera stabili Senzaconfini ha previsto, all’interno del Centro Medico, due stanze e servizi come residenza del personale che dovrà prestare in modo continuativo la propria attività in questo villaggio. 

Pertanto, le opere riguarderanno la costruzione di un edificio antisismico costituito da 6 ambulatori, una farmacia  e servizi igienici per i pazienti che si recano al poliambulatorio, da due sale di breve degenza (una per le donne e una per gli uomini), due stanze e servizi per il personale medico e paramedico che opererà presso il Centro Medico e da due locali con le docce. Completano la struttura due locali per il posizionamento di generatori elettrici. 

Il Centro Medico di Bodgaun si svilupperà su un’area di oltre 900 mq con una superficie coperta di circa 200 mq e ospiterà ambulatori riguardanti: medicina generale e d’urgenza (gastroenterologia, pneumologia, dermatologia), ginecologia e ostetricia, pediatria,   odontoiatria, analisi cliniche, radiologia ed ecografia, farmacia.    

La farmacia assume un rilievo importante perché effettuare la diagnosi e poi non avere la possibilità di fare la terapia necessaria alla guarigione sarebbe del tutto inutile!

Va sottolineato, infine, che l’opera sarà progettata e realizzata in collaborazione tra professionalità italiane e locali che insieme individueranno le migliori metodologie e tecniche costruttive antisismiche, secondo la rigida normativa nepalese, per rispondere alle richieste manifestate dalla popolazione.

In particolare la realizzazione del progetto riguarderà: 

  • OPERE: costruzione della struttura del Centro Medico costituito da 6 ambulatori e una farmacia, due sale per brevi degenze e servizi. La struttura comprende, inoltre: due stanze con servizi destinate a residenza per il personale medico e paramedico, due locali attrezzati con docce, due locali per il posizionamento di generatori di corrente elettrica; 
  • FORNITURE: arredi, strumentazioni, attrezzature diagnostico-terapeutiche per il Centro Medico e quant'altro necessario al funzionamento della struttura; 
  • FORMAZIONE: corsi di formazione e aggiornamento per personale medico e paramedico;
  • SERVIZI: medico-sanitari;
  • INFORMAZIONE: campagne di informazione igienico-sanitarie e profilassi;campagne di  sensibilizzazione nelle scuole e, in generale, su tutto il territorio. 

2. Forniture ed attrezzature 

Completata la costruzione della struttura si provvederà alla dotazione di arredi, strumentazione e attrezzature idonee per lo svolgimento delle attività. La struttura nel suo complesso avrà 6 ambulatori destinati alle visite e alle cure mediche, una farmacia, due stanze per brevi degenze, servizi igienici, spogliatoi del personale, deposito. La struttura comprende, inoltre: due stanze con servizi destinate a residenza per il personale medico e paramedico, due locali attrezzati con docce, due locali per il posizionamento di generatori di corrente elettrica. Gli interventi di maggior rilievo riguarderanno gli ambulatori di medicina d’urgenza, ostetricia e pediatria, nonché diagnostica. 

3. Formazione 

LaFormazione in campo medico sarà assicurata dal coinvolgimento di docenti dell’Università degli studi di Roma "Tor Vergata" - Facoltà di Medicina e Chirurgia. 

Il personale docente sarà costituito sia da professionisti italiani che da professionisti locali. E’ previsto anche un seminario per lo scambio di esperienze tra i professionisti italiani e nepalesi, in modo da mettere a confronto i due sistemi, trasferire i rispettivi know how, individuare buone pratiche e futuri percorsi comuni.

Particolare attenzione sarà prestata alla sensibilizzazione ai problemi e alla salute delle donne; inoltre si cercherà di coinvolgere nelle attività formative una buona presenza femminile, in modo da migliorare le competenze delle donne in campo medico e consentire loro una migliore carriera professionale. 

Il percorso formativo sanitario, programmato sulle specifiche competenze, prevede corsi separati per il personale medico e per il personale infermieristico. 

I corsi hanno lo scopo di promuovere una formazione atta a favorire la maturazione di un’equilibrata capacità a far uso, nella cura dei pazienti, delle conoscenze medico scientifiche fondamentali acquisite, degli elementi diagnostici forniti dalle attuali acquisizioni scientifiche e tecnologiche e del ricorso razionale alle opportunità terapeutiche disponibili. Nello svolgimento del Corso di lezioni si vuole porre nel giusto risalto il significato della relazione medico-paziente intesa come rapporto diretto interpersonale capace non solo di facilitare il percorso diagnostico ma anche di favorire le azioni terapeutiche. 

Inoltre, grande rilievo verrà dato allo svolgimento di corsi di igiene e profilassi e di educazione alimentare rivolta a tutte le donne e in modo particolare alle mamme. Proprio nell’ottica di consolidare la teoria con la pratica, in locali attigui al Centro medico sono stati progettate docce per i bambini. La prevenzione di ogni malattia passa dall’igiene e i bambini di Bodgaun hanno estremo bisogno di questa. 

I. Partecipazione locale 

Partner locale del progetto è Jay Nepal, ONG nepalese molto ben radicata sul territorio che dal momento del terremoto lavora con assiduità ed impegno con la popolazione di Bodgaun. 

Il costo complessivo della realizzazione del Centro Medico è stimato in 300.000 Euro.